Migliaia, di microscopiche creature con corpo allungato e zampette, mangiano, vivono, si accoppiano persino, sulla nostra faccia.

Uno studio della North Carolina University è dedicato a una tipologia di acari che ha sviluppato una sorta di relazione dipendente con gli esseri umani:

non sono pericolosi ma questo non vuol dire che non siano disgustosi.

Gli acari che vivono sulla nostra faccia sono due tipi:

il Demodex Folliculorum e Demodex Brevis.

I primi si annidano nei pori e nei follicoli di capelli e peli, i secondo vivono più in profondità, nelle ghiandole sebacee.

Nessuno è immune: praticamente ognuno di noi ha una “popolazione” di acari sul volto, con alcune variazioni: c’è chi ne ha qualche centinaio e chi qualche migliaio.

I più colpiti sono coloro che soffrono di acne rosacea ma non sono gli acari la causa, si può dire però che approfittano della particolare condizione della pelle di chi soffre di acne per sopravvivere al meglio.

Pare infatti che questi acari si nutrano di sebo. E non si limitano a “banchettare” sulla nostra faccia, ma si riproducono, depongono uova, vivono e muoiono.

Una lunga relazione quella tra acaro e uomo che è iniziata, secondo i ricercatori, 20mila anni fa con la comparsa dei primi ominidi.

Per tracciare con più precisione la geografia degli acari, Michelle Trautwein della California Academy of Sciences ha raccolto 70 campioni dei piccoli “inquilini” da fronte, naso, guance e peluria del viso di altrettanti uomini di varia provenienza.

Quindi ha sequenziato il genoma degli artropodi, studiando in particolare il DNA mitocondriale.

La pelle del viso, ricca di sebo, è il luogo prediletto dei Demodex.

Ma se ne trovano anche dentro alle orecchie, tra le sopracciglia e nella peluria che riveste capezzoli e genitali.